Fidenza Via Emilia

La fondazione di Fidentia

Fondata nel II secolo a.C. nei pressi di un guado dello Stirone, a 15 milia dalla vicina Parma, Fidentia si sviluppa urbanisticamente in modo disordinato sui due lati della via Aemilia che fino ad oggi ne diventa il suo principale asse viario, ordinatore e generatore.

Fidentia, fondata dai Romani sul torrente Stirone lungo la via Aemilia


 

Fidentia, sorta nel II secolo a.C. come Praefectura, (Prefettura, cioè centro di servizi), lungo la via Aemilia nei pressi di un guado sul torrente Stirone, si trasformò nel corso del I secolo a.C. in un Municipium (municipio, cioè un centro autonomo).

Contrariamente a Parma, da cui distava 15 miglia romane (circa Km. 22,5), non ebbe mai uno sviluppo planimetrico pianificato.

 

Il tessuto urbano, annullato dalla città moderna e ricostruibile soltanto attraverso ritrovamenti occasionali o interventi di scavo puntiformi, non risulta a oggi, ancora, di facile ricostruzione.

Gli scavi archeologici fin qui effettuati inducono ad ipotizzare si stendesse sui due lati della via Emilia, suo principale asse generatore. 

Fidenza Via Emilia

 

Al margine ovest dell'abitato (nella zona in cui verrà costruita la Cattedrale), la strada consolare dopo aver formato un'ampia curva per adattarsi meglio alla morfologia del luogo oltrepassava il torrente Stirone su un ponte in pietra, identificato nella seconda metà dell'800 dall’archeologo Luigi Pigorini (1842 – 1925) e di cui oggi sono visibili i resti in piazza Grandi.

 

Testimonianza del grado di agiatezza raggiunta dai suoi abitanti, oltre ad alcuni mosaici di buona fattura e a vari oggetti di pregio, provenienti da diverse parti dell'Impero romano, è la citazione "Flavia Fidentia", nella “Tabula Patronatus” (206 d.C.) una lastra in bronzo, fusa, offerta dal collegio dei fabbri al suo patrono, Virius Valens (decurione, funzionario di Roma a Fidentia), e scoperta all'interno di una villa a Campore di Salsomaggiore Terme, che all'epoca faceva parte del territorio fidentino.